Martedì 3 gennaio 2017 Galoppo e Trotto
Tre esperti intervengono sulla crisi delle scommesse ippiche
Le tabelle sulle scommese nel 2016 e raffrontate con gli anni precedenti, spiegano purtroppo in maniera quasi catastrofica, quale sia il trend negativo delle scommesse sulle corse dei cavalli. L'unico dato positivo é l'incremento del gioco a quota fissa in verità nato con le corse dei cavalli. Secondo un'opinione diffusa, é su questo versante che dobbiamo intervenire. 
La domanda é cosa fare? Ciascuno suggerisce una soluzione. Escluso lo Stato (Mipaaf e Mef) che gestiscono l'ippica e da tempo immemore non hanno deciso niente sulle scommesse ippiche, nonostante il calo pauroso del gioco.
Per questo abbiamo chiesto il parere a tre persone esperte e attendibili su questo importante argomento che rappresenta il motore dell'ippica mondiale. La loro opinione, se accolta, potrebbe rivelarsi preziosa per migliorare la situazione, ma spetta al governo la decisione finale

 


i tre commenti
in ordine alfabetico
 
Aldo Migliaccio
‎Concessionario ADM
I numeri parlano chiaro!
La riforma scommesse, che si aspetta da anni, è sempre ferma al palo ed i volumi continuano a scendere. Il totalizzatore ha quasi sempre montanti troppo bassi che frenano il gioco, l’alternativa della scommessa a quota fissa è fortemente penalizzata da una tassazione che rende il prodotto invendibile.
Per riformare la scommessa ippica bisogna ripartire proprio dalla scommessa a quota fissa introducendo la tassazione sul margine, già attiva sulle scommesse sportive da un anno. Inoltre si deve inserire il Palinsesto Complementare che consentirebbe nuove proposizioni di scommesse con un offerta anche negli orari non occupati dal Palinsesto Ufficiale.
Per trovare le risorse necessarie al settore bisogna poi completare la riforma riportando una “nuova scommessa popolare” anche nelle reti dei ricevitori e questa è la parte più complessa perché passa da un piano industriale di sviluppo che coinvolge Tutti e per il quale vanno scritte le Regole.
Massimo Pierini
Vice Presidente F.I.P.T.
I numeri parlano chiaro, se l’incremento delle scommesse a quota fissa incoraggia e definisce che esiste un giocatore professionale, che nonostante un payout da totalizzatore esotico e scoperture basse, scommette ugualmente, d’altro canto il totalizzatore non può funzionare a bassi volumi di denaro, con tempi di aggiornamento preistorici, e con delle fasce orarie di raccolta che definirle misere è un eufemismo.
Quello che è triste vedere che sarebbe bastato un aggiornamento del format TQQ e degli ampliamenti di scommessa a jackpot, come ad esempio dei multipli, oppure incrementare l’aumento del calcolo di probabilità della scommessa con vincite di seconda e terza categoria, incremento numero di piazzati, per non vedere crollare il fatturato della scommessa esotica a questi livelli.
La domanda rimane sempre la stessa, anche se si tratta di un calo misurato rispetto agli altri anni, potremmo reggere e ripartire solo con la scommessa a quota fissa ? Un restyling dei format esotici è una misura necessaria e decisiva per il futuro dell’ippica, anche senza i nuovi bandi, che saranno di nuovo prorogati nel 2017, e che non sono decisivi a un cambiamento del format (10 e lotto Docet.)
W la patata lessa.
Marco Rondoni
Vice Presidente Federippodromi
I numeri parlano chiaro: ennesimo anno di segno meno nella raccolta delle scommesse ippiche, un crollo senza un freno senza un appiglio, un puntello nulla di nulla che faccia intravvedere un piano, un idea, un iniziativa che possa far sperare di invertire la tendenza.
I prodotti scommessa al totalizzatore sono di fatto il motore che mantiene ed alimenta, seppur con evidenti segni di cedimento infinitesimali rispetto al dato italiano e tempestivamente aggrediti dagli organismi responsabili, i sistemi ippici francese e scandinavo da sempre presi a riferimento dai diversi "gestori" dell'ippica nostrana che si sono avvicendati alla testa del settore con risultati ben esposti dalla tabella che non necessitano di alcun commento.
Il Mipaaf gestisce l'ippica da oltre 5 anni, il consuntivo sul 2012 è di meno 47%, in questo periodo non ne ricordo un intervento con effetto positivo, anche parziale, sulla raccolta del gioco.
L'Aams (ora ADM) ha fatto di molto peggio ma con la scusante, da sempre sbandierata ai quattro venti, che nessuno, dicasi nessuno dei soggetti preposti alla tutela del settore ha mai avanzato proposte, progetti, piani funzionali all'innovazione e al rinnovo del prodotto scommessa ippica e della sua commercializzazione.
Ora qualcuno esulta perché abbiamo contenuto le perdite sotto la doppia cifra per il secondo anno consecutivo.
Dimenticano che stiamo assistendo semplicemente a quello che nelle più semplici teorie di marketing è un fenomeno molto noto ovvero la frenata nella progressione del crollo delle vendite di un prodotto dovuta al raggiungimento della parte di domanda anaelastica, quella quota di clientela che per diversi motivi rappresenta l'ultimo baluardo, quella che compra a prescindere e che non merita più alcun investimento, innovazione, che va sfruttata con il minimo costo possibile in modo da massimizzarne la marginalità.
Questo è peraltro quanto viene puntualmente perseguito da anni con la riduzione del montepremi, delle giornate, delle corse.
Ogni mese qualche cliente in meno, ogni mese qualche corsa in meno, ogni mese una fascia oraria del palinsesto rarefatta o sguarnita. Così nello scaffale dei negozi di gioco, contrariamente a quello che ogni buon supermercato fa, manca l'offerta ippica adeguata a raccogliere tutti gli stimoli della domanda, peggio spesso manca l'offerta anche quando c'è la domanda (a proposito il caso dei lunedì con sparuti e spesso sconosciuti campi esteri proprio nel giorno in cui si incassano buona parte dei vincenti dello sport e per il calcio è il giorno più debole) ! Manca l offerta per tipologia di prodotto, manca per orario di vendita, manca per qualità, per packaging. Insomma manca.
Eppure sono sui tavoli che contano da anni progetti di privati come quello di Lega Ippica Italiana che si propone al ruolo di Organismo di gestione del settore previsto dalla Legge Delega.
Il nostro progetto prevede un giusto mix di iniziative così solo in parte riassumibili:
  • aumento pay-out, esistono formule matematiche, che rappresentano l'incremento "meccanico" del movimento in funzione del maggior rigiocato che la clientela è in grado di sviluppare disponendo di maggiori risorse grazie al pay out incrementato, una parte di tale aumento compenserà il minor gettito legato al minor prelievo.
  • la revisione del prodotto "scommessa esotica" (quinte con giocata base minima e vincite di consolazione, nuove scommesse/concorsi, nuovo palinsesto degli eventi vocati a tale raccolta).
  • la revisione del prezzo del prodotto stesso (minor prelievo al totalizzatore, minor costo giocata minima, minore tassazione sulla quota fissa).
  • tassazione della scommessa a quota fissa sul margine e non più sul movimento e con un prelievo non distante da quello delle scommesse sportive.
  • possibilità di vendere l'ippica a quota fissa nei palinsesti complementari dei diversi concessionari in modo da coprire tutte le 24 ore del giorno con in offerta minima di corse e di promuovere tipologie di scommesse (testa a testa, primo e ultimo, e tante altre) non previste per il regolamento "ufficiale" sulle corse facenti parte del palinsesto ufficiale.
Oggi almeno 1 miliardo di euro di potenziale gioco ippico è assorbito da scommesse virtuali, scommesse in betting exchange, scommesse su siti esteri.com e banchi irregolari.
Recuperarne circa metà rendendo per il giocatore, grazie alla tassazione favorevole (sul margine e con aliquota migliore), di fatto fuori mercato, gli irregolari e i punti com e equivalenti l'exchange e le virtuali, deve essere l'obiettivo minimo da perseguire.
L'incremento registrato quest'anno sulla quota fissa è solo una minima parte del potenziale di cui parlo.
La debolezza di un totalizzatore che non esprime più, per i volumi spesso irrisori che muove, quote affidabili è stata in grado di generare questo timido segnale delle grandi potenzialità del prodotto adeguatamente tassato e promosso soprattutto per le scommesse semplici e questo compete al Mef e al legislatore.
Ma il Mipaaf deve nel frattempo interrompere il vortice negativo dell'offerta che ne caratterizza la gestione di questi anni.
Serve un palinsesto di corse più ampio nella giornata e nella settimana, servono campi disposti in maniera da riflettere la concentrazione della domanda nei giorni e nelle diverse fasce orarie, servono corse di immagine e corse di "cassetta" che le affianchino al momento giusto dopo che le prime hanno generato l' attenzione degli scommettitori.
Per far ciò serve il maggior numero di corse "commerciali" italiane possibili con il montepremi per queste disponibile, programmate nei giorni, negli orari e sulle piazze che generano la maggior attenzione.
Rispetto ad oggi il numero degli corse estere su cui si dovrà poter scommettere fra palinsesto ufficiale e complementare dovrebbe aumentare di più del doppio, la ricerca di una occupazione del palinsesto giornaliero spalmata sulle 12/14 ore giornaliere, vista la rigidità del palinsesto italiano det… Indubbiamente la raccolta media per corsa estera (che non ha costi fissi) potrebbe ridursi (oggi comunque parte da valori molti bassi per la disgregazione della rete di vendita) ma l'obiettivo del raddoppio di numeri così bassi in cinque/sei anni è veramente minimale.
Il Palinsesto Complementare è l'argomento che più attrae i concessionari perché permette infinite combinazioni di giocate, anche le più esotiche e soprattutto una copertura degli orari pressoché totale (fondamentale per l'on line).
Alcuni concessionari cercheranno anche di garantirsi direttamente l'esclusiva di eventi "importanti', la cosa va evitata, tutti i diritti televisivi Esteri andranno controllati dall'Organismo di gestione dell'ippica italiana per poter evitare speculazioni, accaparramento e garantire un maggior potere negoziale per la vendita dei diritti italiani all'estero.
Appurato che una quota significativa del prelievo andrà alla filiera, e che si tratta di un prodotto ad altissima rotazione e basso prelievo, si tratta in assoluto della miglior alternativa possibile alle virtuali (probilmente ci sarà una sorta di virtualizzazione grazie alle nuove tecnologie di c… Oggi è un prodotto che non esiste, il gettito potrebbe essere molto interessante come testimonia l'improvviso attivismo politico degli ultimi mesi degli operatori stranieri on-line riuniti sotto la sigla di Logico.
Fondamentale nell'immediato sarà la necessità di una sensibile operazione commerciale sulla rete fisica che sta rivedendo la propria posizione completamente disinteressata alla vendita del prodotto ippica per una serie di motivi da approfondire in altra sede.
In questo caso, una volta chiarite le nuove coordinate del modello di distribuzione con l'emanazione del bando e l'assegnazione delle nuove concessioni, l'Organismo Lega dovrà stabilire nuore relazione commerciali con i concessionari (probabilmente ne scenderanno in campo di nuovi e qualificati grazie alla nuova grande appetibilità della quota fissa (soprattuto per l'on line).
Insomma, leggiamo i dati 2016 senza preconcetti e senza la necessità di sostenere la "bontà" di certe scelte. Torniamo indietro dove si è sbagliato (lunedì? Orari? Calendario? Corse estere comprate con il contagocce perché il costo dei diritti viene contabilmente svincolato dal prelievo?), evitiamo di fare nuovi errori (sei/sette corse?), evitiamo di offrire un prodotto in base a quanto si può spendere per realizzarlo invece di "progettarlo" in base a quello che chiede il mercato. Studiamo la domanda, analizziamola con i numeri veri e non con le simpatie di parte, cerchiamo di dare risposte rapide e coerenti.
Promuoviamo infine il nostro prodotto con i metodi e con gli strumenti che il moderno mercato del intrattenimento richiede, non basta spendere quel che si può, ma si deve spendere per quel che veramente serve in base a ciò di cui si dispone.
In poche parole "cambiamo" ed in fretta!
segnala/condividi
questo articolo
prima pagina
Copyright © Galoppo e Trotto