Martedì 28 febbraio 2017 Galoppo e Trotto
Derby, un Disciplinare senza senso
La corsa più ricca d’Europa per cavalli di tre anni  e seconda, nel mondo, al solo Hambletonian andrà in scena l’8 ottobre 2017; rappresenta l’aspirazione massima di ogni ippico che si rispetti e definisce, in modo ineludibile, le attese di chi, allenatore, proprietario o allevatore, ne abbia programmato la partecipazione.
La possibilità di partecipare è regolata da un Disciplinare, parto distocico dell’Amministrazione e dei suoi maldestri consiglieri, nel quale emergono numerosi punti degni di attenzione e forieri di incomprensioni, almeno per un umile mortale come il sottoscritto.
Tutto ciò a conferma che il Disciplinare di una corsa fondamentale per allevamento e movimento ippico debba essere meditato e scritto seguendo una metodologia che, ahimè, Amministrazione e goffi suggeritori non sanno dove stia di casa.
A leggere l’articolo 1 si pensa a un Derby con dodici o quattordici cavalli.
Il nonsenso tecnico di questa scelta è evidente: si costruisce un cervellotico sistema di selezione e poi lo si rende inefficace e tecnicamente poco credibile costruendo un pletorico il campo di partenti?
Ma quali obiettivi si sono prefissi i “legislatori”: credo non li sapessero nemmeno loro, tali e tante le decisioni raffazzonate prese in questo Disciplinare.
Il Paese che ha dato i natali a Federico Tesio e a Paolo e Orsino Orsi Mangelli, giganti della programmazione allevatoria riconosciuti nel mondo, non può assistere muto a questo scempio tecnico e culturale.
Da qui la necessità di scandagliare a fondo il Disciplinare e di farsi le seguenti domande:
  1. Perchè qualificare i cavalli con una classifica a punti, metodo anacronistico sconfessato da numerose esperienze precedenti? >> apri
  2. Perchè fare una classifica che comprende corse sul miglio e sui duemila metri disperse in tutto l’anno? >> apri
  3. Che senso ha stabilire questo genere di percorso senza delinearne uno specifico per le femmine? >> apri
  4. Quattro che accedono di diritto alla finale vincendo i Gruppi 1; e se, per esempio, il Nazionale finisse in parità? Le storture di questo Disciplinare. >> apri
  5. La “Batteria” ha un criterio di formazione fondato su elementi diversi da quelli generali; che senso ha? >> apri
  6. I “fuori quota”: sono una necessità? Il regolamento anche qui è veramente mal fatto! >> apri
  7. “Consolazione”: un termine avvilente. Proviamo a immaginare qualcosa di diverso? >> apri
Per attribuire un titolo e un premio di questa portata bisogna mettersi li e pensare, sperimentare a tavolino per un tempo giustificato, simulare le opzioni, guardare al passato e perimetrarlo al presente.
Ci vuole un metodo, una capacità critica e una sensibilità che Tesio e Mangelli avevano acquisito studiando, sperimentando e rivedendo criticamente il loro operato: valori irrimediabilmente persi?
Penso di no, questi valori esistono, tiriamoli fuori, proponiamoli e troviamo un tavolo ove discuterli senza preconcetti e soprattutto con onestà intellettuale. Ci sono sei mesi di tempo per un calendario serio da mettere in atto nel 2018, non perdiamoli. Mandiamo in soffitta questo Disciplinare indisciplinato prima che sia troppo tardi.
Purtroppo, nel contesto ippico attuale vige il detto milanese: Chi che’l vusa pussee la vaca l’è sua (Colui che urla di più si aggiudica la vacca)
segnala/condividi
questo articolo
prima pagina
Copyright © Galoppo e Trotto