Venerdì 9 giugno 2017 Galoppo e Trotto
Perchè agitarsi e preoccuparsi tanto?
Imprenditori Ippici Italiani
            del galoppo e del trotto
 
Perché c’è qualcuno che si agita e si preoccupa così tanto?
 
Da qualche settimana vengo spesso raggiunto da comunicazioni in cui viene riportato il mio nome e quello dell’Associazione che ho l’onore di presiedere.
In questi scritti si continua a minacciare di querelare il sottoscritto.
Chi le scrive forse non si rende conto che minacciare di querelare è reato, le denunce si fanno, non si pubblicizzano. Minacciare una persona di querela è un atto scorretto che evidentemente viene messo in opera per far tacere.
Ma qualcuno pensa che il sottoscritto inizierà a tacere di fronte ai soprusi che gli ippici sono costretti a subire ogni giorno?
 
Ma perché c’è qualcuno che si agita e si preoccupa così tanto di quello che scrivo?
Le ovvie constatazioni della realtà del nostro settore che ho avuto l’ardore di scrivere come potrebbero turbare i suoi onorevoli piani?
 
Come può essere considerato lesivo dell’immagine di una così alta personalità aver semplicemente spiegato che nel 2017 alcuni milioni di Euro sono stati arbitrariamente dirottati da un Gran Premio all’altro, da una piazza all’altra, e che una trentina di corse di Gruppo sono state declassate e ridotte a dei centraloni per poter trovare quelle risorse che servivano per arricchire, a parere di molti esageratamente, un paio di corse importanti?
Come può essersi offeso così tanto del mio operato colui che, dall’alto della sua prestigiosa carica, per mesi ha amabilmente definito il sottoscritto un “cagnolino”? Un nuovo modo carino e formale per manifestare stima e rispetto?
Che da anni lancia messaggi di amore a destra e a sinistra e che ha gentilmente invitato i miei Soci a dimettersi da questa Associazione per vivere più tranquilli?
Come può essere così preoccupato colui che gestisce una Associazione riconosciuta e ricca, talmente ricca, da dover in continuazione decidere in quali banche posizionare i milioni di Euro che gli Allevatori, ovvero noi tutti, in piena fiducia, le hanno affidato versando volentieri un bel 5% dei nostri premi?
Come può preoccuparsi colui che è riuscito a concretizzare l’assegnazione agli Allevatori di alcuni milioni di Euro aggiuntivi e ad aumentare il fatturato della Associazione che conduce?
Come può preoccuparsi delle sorti della “gloriosa” associazione che presiede se gli unici elementi che lo contrastano sono membri del Consiglio della stessa?
Come può preoccuparsi e scrivere che Applicheremo alla lettera quanto contenuto nel nostro Statuto”, se l’unico che non lo ha mai applicato è lui stesso?
Come può preoccuparsi di “attacchi finalizzati a screditare l’immagine dell’Associazione nei confronti del Ministero e dei nostri Associati” se tutti i membri del Consiglio sono specchiati e candidi nei confronti della Legge e se il loro comportamento è sempre stato onesto e rispettoso delle Leggi vigenti e del vivere civile?
 
No, non è possibile.
Io al posto suo non mi preoccuperei. E vivrei felice.
Se poi vuol citarmi in qualche sua letterina lo faccia tranquillamente, ne sarà onorato.
 
A proposito, la sua ultima lettera inizia chiedendo scusa agli Allevatori “per non aver risposto subito agli attacchi gratuiti e pretestuosi da parte di alcuni Consiglieri”, ma di cosa si preoccupa se è lui stesso che presiede quel Consiglio e sappiamo tutti quanto abbia a cuore la serenità di tutti i suoi membri e di quanto sia sempre stato rispettoso nei loro confronti?
Anzi, mi rammento che anche nel Consiglio precedente, quando già prometteva bene seppur fosse ancora solo un Vice, aveva dimostrato grande spessore comportandosi amabilmente con un nostro Socio che sedeva in quel Consiglio e permettendogli di restare a casa per qualche mese a riposarsi.
 
Perché si preoccupa di agire “In nome della trasparenza e della legalità” se finora, pur non facendolo, ha praticamente potuto fare tutto liberamente e ottenere dei magnifici risultati che da tutti gli vengono riconosciuti?
 
Una cosa invece mi preoccupa, ci sono alcune parole che vengono usate in continuazione che dimostrano un apprezzabile livello culturale, una di queste è “nefandezza”.
Strano, è una parola poco usata nel linguaggio comune della strada, difficilmente la si sente usare, non so, per esempio, entrando in un Bar.
Non conoscendone l’esatto significato sono andato a cercarmelo:
[l'essere nefando] ≈ empietà, malvagità, nefandità, scellerataggine, turpitudine. 
[azione nefanda: compiere nefandezze] ≈ abominio, crimine, delitto, efferatezza, infamia.
 
Però! Forse è più dura di quello che pensavo.
 
Enrico Tuci
 
 
 
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