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Giovedì 30 novembre 2023
...altri j'accuse...!
Le affermazioni del Presidente Ciga Minopoli nell’ultimo intervento su Galoppo e Trotto sono molto gravi ..ma al 90% ampiamente condivisibili.
La situazione è ormai a un punto di non ritorno ed è puro eufemismo pensare che un nuovo direttore generale per quanto possa essere capace ed una consulta alla quale (a nostro avviso sbagliando) i guidatori, ed una parte dei proprietari, si sono rifiutati di candidarsi, possano in assenza di ulteriori interventi risolutivi rappresentare una risposta al baratro nel quale stiamo sprofondando nonostante la qualità di professionisti propietari e cavalli.
La situazione attuale non è certamente affrontabile senza una immissione di nuove risorse distribuite in maniera mirata ed in tempi certi...!
In assenza di tali provvedimenti nemmeno nostro Signore riuscirebbe a moltiplicare pani & pesci. Certamente la situazione attuale è figlia di gravi errori del passato ed è perfettamente inutile la ricerca dei colpevoli perché dalla classe politica in primis che ha cambiato un governo mediamente ogni due anni, senza trovare soluzioni adeguate che erano state annunciate dal cosiddetto “Piano Zaia”, alle rappresentanze in alcuni casi totalmente acefale delle categorie, la buona volontà e l’attenzione del governo attuale non potrà risollevarci dallo sfascio del sistema che viene ampiamente descritto dal Presidente Ciga.
In merito alle scommesse condividendo appieno l’analisi a priori, la lotta alla quota fissa è di una banalità incredibile, figlia di una approssimazione che è giustificata da una mancanza di conoscenza della materia sulla quale a posteriori si può tranquillamente ragionare a bocce ferme... ma certamente non risolve il problema.
La realtà a livello di future risorse da poter immettere nel sistema ippico poteva essere rappresentata in primis da un prelievo minimo sulle scommesse ippiche virtuali, ampiamente diffuse nelle agenzie di scommesse che di fatto sono in diretta concorrenza con le scommesse sulle corse in “carne ed ossa di cavalli“. In seguito si da attenuare il contributo statale, va individuata rapidamente da AAMS, che ha il pallino in mano, innanzitutto una strada da intraprendere e finalmente decidere tra il sistema americano dei Racinos o quello Francese del PMU. Entrambi consentono alle rispettive Nazioni di avere grandissime risorse e sono in grado di finanziare la filiera senza pesare sui contribuenti. In Italia ci stiamo sempre più avvicinando all’ippica tedesca e spagnola dove il montepremi è risibile e vale un prosciutto o una bottiglia di vino d’annata.
Lunedì sera abbiamo avuto l’onore di assistere di persona a Milano, al ristorante Ribot, alla presentazione del fim di Sky sul più forte campione del Galoppo italiano di tutti i tempi. Erano presenti personaggi di spessore internazionale a tutti i livelli ed ho verificato che ci sono le basi “ mediatiche” per recuperare il tempo perso. Bisogna fermare la macchina, così come si è fatto nel 2008 e ragionare su come ripartire, continuare a tagliare costi e giornate è soltanto un gioco al massacro ed innesta la guerra tra i poveri.
Il tempo della resilienza ippica è terminato non possiamo più soggiacere ad un massacro annunciato..!

 
Pier Luigi D’Angelo
Enrico Bellei
Guglielmo Micciché

Giampaolo Minnucci
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GALOPPO e TROTTO