Martedì 17 marzo 2026
Il trotto in Arabia Saudita, parla il noto consulente italiano...
In occasione dell’ultimo Prix d’Amérique, l’Arabia Saudita, nella figura di Ahmed Osilan, persona chiave del progetto Saheel – Kingdom of Arabian Horses, ha dichiarato di voler organizzare un ricchissimo meeting di trotto al termine del 2027 e costituire un importante allevamento in grado di competere ai vertici mondiali.Tuttavia, i sauditi, in qualità di neofiti , hanno scelto di individuare, nel ruolo di consulenti, figure più esperte del settore, ancor meglio se con vari allori sportivi in bacheca.Non è un caso, allora, se i primi passi nel trotto Riyadh li abbia mossi presso lo stand parigino della Bivans Srl di Antonio Somma, figura eclettica e vincente dell’ippica europea. Proprio quest’ultimo ha rilasciato a Galoppo e Trotto preziose ed inedite dichiarazioni a proposito dell’organizzazione e degli obiettivi sauditi.

Buongiorno sig. Somma, stando alle notizie circolate in occasione dello scorso Prix d’Amérique, i sauditi sembrerebbero aver trovato nella sua persona un punto di riferimento per ottimizzare il proprio ingresso nel trotto. Qual è il suo ruolo in questa operazione?
Il mio ruolo è quello di Anchor Partner, consulente strategico e consulente tecnico dell'intera operazione. I partner sauditi hanno individuato nella mia figura il punto di riferimento per l'ingresso nel mondo del trotto internazionale. Mi occupo di coordinare la visione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses con le dinamiche dell’élite mondiale, garantendo che ogni aspetto — dalla costruzione degli impianti alla selezione genetica — rispetti gli standard di eccellenza necessari per competere ai massimi livelli.
I sauditi, nella figura di Ahmed Osilan, hanno espresso la volontà di organizzare una giornata di corse d’élite al termine del 2027. I tempi sono già così maturi?
La visione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses è proiettata al 2030 per il meeting completo. Tuttavia, il percorso è già tracciato con tappe intermedie di grande prestigio: nel 2027, 2028 e 2029 avremo una giornata singola con 8 o 9 corse di altissimo profilo. Questo approccio graduale permetterà di testare le strutture e consolidare il prestigio del progetto prima del lancio definitivo del calendario internazionale.
Dunque, negli anni a seguire, assisteremo ad un ampliamento del calendario?
Certamente. Il progetto nasce per essere permanente. Le giornate inaugurali che inizieranno nel 2027 sono il preludio a un calendario internazionale che, dal 2030, integrerà stabilmente Saheel – Kingdom of Arabian Horses nei circuiti delle grandi classiche mondiali.
L’impianto del trotto dovrebbe esser parte di un imponente progetto edilizio che vedrà la luce presso il litorale del Mar Rosso. Un anno e mezzo sarà sufficiente per perfezionare i lavori?
La pista sarà una struttura d'avanguardia interamente nuova e sorgerà sulla costa occidentale del Paese, nella regione della Makkah (La Mecca), all'interno della King Abdullah Economic City (KAEC). I lavori di costruzione nell'ambito di Saheel – Kingdom of Arabian Horses inizieranno ufficialmente a maggio. KAEC rappresenta una location strategica e moderna, perfetta per ospitare le prime grandi sfide internazionali previste dal 2027.
Tra gli obiettivi sauditi rientra l’allestimento di un proprio allevamento e se di certo non esistono dubbi sulle loro risorse economiche sorge spontaneo domandarsi chi li affiancherà in questa delicata impresa, quali saranno i numeri a cui aspirerà il loro allevamento e, in special modo, dove esso vedrà la luce.
L'allevamento è un pilastro fondamentale e la locazione definitiva è in fase di valutazione: stiamo considerando aree come Taif o le regioni del Nord del Paese. La priorità è individuare zone con temperature medie di circa 20 gradi tutto l'anno, un clima ideale per la crescita e il benessere degli atleti. Parallelamente, stiamo lavorando alla creazione dello Stud Book Saudita per garantire l’eccellenza e la tracciabilità della produzione locale di Saheel – Kingdom of Arabian Horses.
In virtù della propria qualità, il trotto italiano potrebbe ambire ad un nuovo ampio e lauto mercato, nel tentativo di rivitalizzare quello ormai scialbo delle fattrici. Qual è il suo pensiero in merito?
L'Italia ha una qualità genetica straordinaria. Saheel – Kingdom of Arabian Horses rappresenta un'occasione d'oro per rivitalizzare il nostro settore. Esportare l'eccellenza delle nostre linee di sangue in un contesto così ambizioso è una sfida che può dare nuova linfa vitale a tutto il comparto dell'allevamento italiano.
I sauditi si muoveranno anche sul mercato dei "cavalli da corsa"?
Sì, è indispensabile per garantire competitività immediata alle giornate del 2027-2029. Osservando lo sviluppo dell'allevamento di Saheel – Kingdom of Arabian Horses, acquisiremo sui mercati internazionali campioni già formati in grado di competere subito ai massimi livelli mondiali.
I sauditi formeranno ex novo allenatori, guidatori e operatori del settore o ne ingaggeranno di esteri?
Ci avvarremo delle migliori eccellenze europee in ogni settore. Abbiamo già avviato collaborazioni strategiche con la Francia e la Svezia: dopo i contatti con LeTrot a Parigi, una delegazione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses sarà presente a Stoccolma per l'Elitloppet. L'obiettivo è creare un'accademia del trotto che importi il know-how dei maestri europei per formare i futuri professionisti sauditi.
La gara regina dell’inaugurale meeting 2027 - il cui nome sarà probabilmente Saudi Trot Race - avrà una dotazione tanto elevata da farne la più ricca del mondo. Osilan non ha voluto svelarne il montepremi; si può supporre invece quello dell’intera giornata?
L'ambizione è quella di posizionare le nostre competizioni ai vertici mondiali. Pur non volendo ancora rivelare cifre specifiche, posso confermare che la corsa faro di Saheel – Kingdom of Arabian Horses avrà una dotazione storica, coerente con l'obiettivo di rendere questo evento uno dei più ricchi e prestigiosi del panorama globale.
Il mio ruolo è quello di Anchor Partner, consulente strategico e consulente tecnico dell'intera operazione. I partner sauditi hanno individuato nella mia figura il punto di riferimento per l'ingresso nel mondo del trotto internazionale. Mi occupo di coordinare la visione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses con le dinamiche dell’élite mondiale, garantendo che ogni aspetto — dalla costruzione degli impianti alla selezione genetica — rispetti gli standard di eccellenza necessari per competere ai massimi livelli.
I sauditi, nella figura di Ahmed Osilan, hanno espresso la volontà di organizzare una giornata di corse d’élite al termine del 2027. I tempi sono già così maturi?
La visione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses è proiettata al 2030 per il meeting completo. Tuttavia, il percorso è già tracciato con tappe intermedie di grande prestigio: nel 2027, 2028 e 2029 avremo una giornata singola con 8 o 9 corse di altissimo profilo. Questo approccio graduale permetterà di testare le strutture e consolidare il prestigio del progetto prima del lancio definitivo del calendario internazionale.
Dunque, negli anni a seguire, assisteremo ad un ampliamento del calendario?
Certamente. Il progetto nasce per essere permanente. Le giornate inaugurali che inizieranno nel 2027 sono il preludio a un calendario internazionale che, dal 2030, integrerà stabilmente Saheel – Kingdom of Arabian Horses nei circuiti delle grandi classiche mondiali.
L’impianto del trotto dovrebbe esser parte di un imponente progetto edilizio che vedrà la luce presso il litorale del Mar Rosso. Un anno e mezzo sarà sufficiente per perfezionare i lavori?
La pista sarà una struttura d'avanguardia interamente nuova e sorgerà sulla costa occidentale del Paese, nella regione della Makkah (La Mecca), all'interno della King Abdullah Economic City (KAEC). I lavori di costruzione nell'ambito di Saheel – Kingdom of Arabian Horses inizieranno ufficialmente a maggio. KAEC rappresenta una location strategica e moderna, perfetta per ospitare le prime grandi sfide internazionali previste dal 2027.
Tra gli obiettivi sauditi rientra l’allestimento di un proprio allevamento e se di certo non esistono dubbi sulle loro risorse economiche sorge spontaneo domandarsi chi li affiancherà in questa delicata impresa, quali saranno i numeri a cui aspirerà il loro allevamento e, in special modo, dove esso vedrà la luce.
L'allevamento è un pilastro fondamentale e la locazione definitiva è in fase di valutazione: stiamo considerando aree come Taif o le regioni del Nord del Paese. La priorità è individuare zone con temperature medie di circa 20 gradi tutto l'anno, un clima ideale per la crescita e il benessere degli atleti. Parallelamente, stiamo lavorando alla creazione dello Stud Book Saudita per garantire l’eccellenza e la tracciabilità della produzione locale di Saheel – Kingdom of Arabian Horses.
In virtù della propria qualità, il trotto italiano potrebbe ambire ad un nuovo ampio e lauto mercato, nel tentativo di rivitalizzare quello ormai scialbo delle fattrici. Qual è il suo pensiero in merito?
L'Italia ha una qualità genetica straordinaria. Saheel – Kingdom of Arabian Horses rappresenta un'occasione d'oro per rivitalizzare il nostro settore. Esportare l'eccellenza delle nostre linee di sangue in un contesto così ambizioso è una sfida che può dare nuova linfa vitale a tutto il comparto dell'allevamento italiano.
I sauditi si muoveranno anche sul mercato dei "cavalli da corsa"?
Sì, è indispensabile per garantire competitività immediata alle giornate del 2027-2029. Osservando lo sviluppo dell'allevamento di Saheel – Kingdom of Arabian Horses, acquisiremo sui mercati internazionali campioni già formati in grado di competere subito ai massimi livelli mondiali.
I sauditi formeranno ex novo allenatori, guidatori e operatori del settore o ne ingaggeranno di esteri?
Ci avvarremo delle migliori eccellenze europee in ogni settore. Abbiamo già avviato collaborazioni strategiche con la Francia e la Svezia: dopo i contatti con LeTrot a Parigi, una delegazione di Saheel – Kingdom of Arabian Horses sarà presente a Stoccolma per l'Elitloppet. L'obiettivo è creare un'accademia del trotto che importi il know-how dei maestri europei per formare i futuri professionisti sauditi.
La gara regina dell’inaugurale meeting 2027 - il cui nome sarà probabilmente Saudi Trot Race - avrà una dotazione tanto elevata da farne la più ricca del mondo. Osilan non ha voluto svelarne il montepremi; si può supporre invece quello dell’intera giornata?
L'ambizione è quella di posizionare le nostre competizioni ai vertici mondiali. Pur non volendo ancora rivelare cifre specifiche, posso confermare che la corsa faro di Saheel – Kingdom of Arabian Horses avrà una dotazione storica, coerente con l'obiettivo di rendere questo evento uno dei più ricchi e prestigiosi del panorama globale.
Filippo Barbagallo
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